Isola di Giannutri - Cala Maestra - Beach

Cala Maestra

Spiaggia
Cala di scogli
Sito archeologico
Molo di approdo
Adatto ai bambini

Nella parte centrale di Giannutri, sul versante opposto rispetto a Cala Spalmatoio, si apre la bella Cala Maestra, che trae il nome dal vento maestro o maestrale che spira da nord-ovest, direzione verso cui è orientata la stretta insenatura. Subito a nord della cala si trova il secondo molo dell’isola, approdo utilizzato dalle motonavi provenienti dal Giglio o da quelle che giungono da Porto Santo Stefano (quando l’attracco a Cala Spalmatoio è reso difficile dalle condizioni del mare). La spiaggia è composta di piccoli ciottoli ed è comodamente raggiungibile tramite un’ampia scalinata che conduce al viale sterrato che taglia in due l’isola, mettendo in comunicazione le due cale principali distanti tra loro circa 600 metri.

Il fondale, perfettamente visibile grazie all’assoluta trasparenza dell’acqua, presenta una prateria di posidonia oceanica che ospita una ricca fauna di pesci e crostacei. Per un comodo bagno è anche possibile utilizzare la scaletta murata sul margine settentrionale della cala, dove sono state realizzate delle banchine di cemento utili per chi voglia sdraiarsi e concedersi un bagno di sole. Di fronte alla cala si staglia imponente la sagoma del Giglio, distante 15 km. La posizione di Cala Maestra permette di godere di straordinari tramonti sul mare con sullo sfondo l’Isola del Giglio. A monte della cala era situato un ristorante (“La Taverna del Granduca”) ora non più attivo.

Appunti di archeologia

Come a Cala Spalmatoio, Cala Maestra presenta notevoli resti delle trasformazioni operate dai Romani per adattare l’insenatura alle loro necessità: sul fondo della cala, alle spalle della spiaggia di ghiaia, la rupe scoscesa è stata profondamente incisa per ricavarvi una grande rimessa per tirare in secco le imbarcazioni (funzione alla quale è ancora adibita) e per le operazioni di manutenzione sulle stesse: il taglio della roccia è stato rinforzato costruendo tutt’attorno spessi muri in opera mista, della metà circa del II secolo d.C. A differenza della più piccola rimessa di Cala Spalmatoio, la struttura sembra progettata per ospitare navi di medie dimensioni, presumibilmente le imbarcazioni dei proprietari della villa romana poco distante, tolte dall’acqua per evitare che fossero danneggiate da improvvise mareggiate. Sul fondo è anche una curiosa nicchia centinata risparmiata nel muro, il cui scopo è ignoto (si può supporre che fosse collocata in corrispondenza di un punto di fuoriuscita dell’acqua piovana infiltratasi tra le rocce retrostanti, il cui accumulo avrebbe potuto costituire un pericolo per la tenuta del muro di rinforzo). Il collegamento con il piano di campagna soprastante doveva essere assicurato da una rampa sita nella medesima posizione della scala moderna, alla cui base è stato riposizionato un pilastro sormontato da un capitello corinzio in marmo. Sul lato meridionale di Cala Maestra si erge una misteriosa struttura tronco-piramidale caratterizzata da una coppia di grandi fessure quadrangolari sulla fronte: la funzione è dibattuta tra chi pensa ad un sepolcro o ad una lanterna (Cavazzuti) e chi invece vi ha visto il supporto per una macchina lignea per il carico e lo scarico delle merci (Shepherd), ipotesi che appare più verosimile stante l’esistenza, a pochi metri di distanza nell’entroterra e nascosto nella vegetazione, di un impianto di itticoltura; la parete stessa della cala in questo punto appare perfettamente verticale, certamente per opera dell’uomo. Si può supporre che per facilitare il carico e lo scarico delle merci nella stretta cala si sia provveduto a modellare una parte della falesia per permettere alle imbarcazioni di accostarvisi senza pericolo; il trasbordo avveniva poi per mezzo di un argano, ancorato alla struttura tronco-piramidale che fungeva da sua piattaforma, permettendo così di sbarcare agevolmente rifornimenti per gli abitanti dell’isola giunti da Igilium o dalla terraferma e di imbarcare con altrettanta facilità i prodotti del lavoro degli isolani. Sul lato opposto della cala si trovano i resti si una esedra in opera mista realizzata a scopo decorativo e forse in origine contenente una statua, affiancata dalle strutture diroccate di uno stabilimento edificato negli anni ’60 per lo sfruttamento turistico dell’isola. La moderna banchina davanti all’esedra rappresenta il rifacimento di un piccolo molo privato, certamente utilizzato dai proprietari della villa romana e dai loro ospiti.

Da Cala Spalmatoio si sale lungo la strada romana fino al campo sportivo in località Ischiaiola; da qui si continua lungo il viale principale costeggiando l’eliporto e si comincia a discendere verso l’altro lato dell’isola fino a raggiungere la cala.
Da Cala Spalmatoio: 20 minuti.
Molo di attracco: motonave dall’Isola del Giglio.
Taxi boat su richiesta.
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 2 reviews
by Mary on Cala Maestra

Molto bella per un bagno al tramonto. Bella la vista sul Giglio, nelle giornate terse si vede anche Montecristo e la Corsica. Un po' affollata in alta stagione, ma diventa molto piacevole dopo le 17, quando il traghetto riparte con i turisti giornalieri.

by paola56 on Cala Maestra
tramonti meravigliosi

Cala Maestra è stata tappa serale obbligata durante la nostra permanenza sull'isola!

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