• Home
  • /
  • I relitti di Giannutri
diving in Giannutri

I relitti di Giannutri

Nave oneraria romana – Cala Scirocco

Nella piccola Cala Scirocco all’estremità sud-est dell’isola sono stati rinvenuti nel 1959 pochi resti di una nave oneraria degli inizi del II secolo a.C.: tra questi un ceppo d’ancora in piombo decorato con un caduceo, simbolo di Mercurio, oggi al Museo di Orbetello. Oggi del relitto non resta traccia.

Nave oneraria romana – Punta Scaletta

Sui fondali di Punta Scaletta furono rinvenuti nel 1963 i resti di una nave oneraria romana della seconda metà del II secolo a.C. I materiali presenti nella stiva della nave sono stati recuperati nel corso di uno scavo subacqueo condotto da Nino Lamboglia.

Piroscafo Marsala – Punta San Francesco

Varato nel 1882 in Scozia, il piroscafo Marsala aveva una lunghezza di 97 m con propulsione a vapore e doppio albero (da utilizzarsi per risparmiare combustibile o in caso di guai al motore). Dopo essere stato utilizzato per trasporti mercantili verso l’India e l’Australia, il piroscafo fu adattato al trasporto passeggeri per sfruttare l’ondata di emigrazione dal Vecchio Continente verso gli Stati Uniti d’America, sulla rotta Amburgo-New York. Nel 1911 fu acquistato da una società genovese e fu utilizzato dalla Regia Marina per l’invasione della Libia. La mattina del 2 luglio 1913, proveniente da Sfax in Tunisia, si dirigeva verso Orbetello con un carico di fosfato per concimi chimici. Mentre si trovava poco al largo di Giannutri, nel mare antistante Punta San Francesco e in mezzo ad un fitto banco di nebbia, fu speronato dal piroscafo Campidano e colò a picco in pochi minuti. Oggi giace a 100 m di profondità adagiato sul fondo sabbioso con uno squarcio di 20 m nella zona di prua e privo dei ponti, realizzati in legno. L’immersione è adatta solo a sub particolarmente esperti.

Motonave Anna Bianca – Cala Ischiaiola

La motonave Anna Bianca era un piccolo mercantile di 46 m di lunghezza per 9 di larghezza costruito nel 1921 in Inghilterra. Durante la Seconda guerra mondiale la nave fu requisita dalla Regia Marina ed utilizzata per approvvigionare le truppe italiane stanziate in Nordafrica. Il 2 dicembre del 1943 fu affondata durante il bombardamento tedesco del porto di Bari e successivamente restaurata; fu ceduta a privati dopo la fine del conflitto. Il 3 aprile del 1971 mentre trasportava un carico di polvere di pomice si imbatté in una violenta tempesta che la spinse verso la scogliera di Giannutri. L’imbarcazione colpì violentemente gli scogli di Punta Pennello cominciando ad imbarcare acqua. L’equipaggio tentò di incagliare la nave nella vicina Cala Ischiaiola per evitarne l’affondamento ma l’assenza di un fondale adeguato costrinse gli occupanti a desistere e ad abbandonare la Anna Bianca, che in breve colò a picco. La nave si trova ancora adagiata sul fondale sabbioso della cala, spezzata in due tronconi principali con la poppa più a monte (-35 m) e la prua più in basso verso ovest (-52 m). Una boa presente in superficie indica ai sub dove si trova il relitto, a circa 100 m di distanza dalla scogliera. Il chiarore riflesso dal fondale sabbioso rende l’immersione particolarmente suggestiva per gli appassionati.

Un racconto che non trova conferme sostiene che la Anna Bianca fu fatta saltare in aria con l’esplosivo dal suo equipaggio per incassare il premio dell’assicurazione. L’esplosione avrebbe determinato lo spezzamento in due tronconi dello scafo.

Mercantile Nasim II – Cala Maestra

Il mercantile Nasim II fu varato nel 1959 in Inghilterra e fu più volte ceduto fino a giungere in proprietà di una società panamense. Misurava circa 66 metri di lunghezza per 11 di larghezza. Nella notte tra l’11 ed il 12 febbraio del 1976 partì da Livorno in direzione di Alessandria d’Egitto con un carico, tra l’altro, di 49 autoveicoli. Poco dopo le 4 del mattino per motivi ignoti la prua colpì con violenza gli scogli di Punta Scaletta, alla base della villa romana. Lanciato l’SOS il comandante cercò di dirigere la nave verso Cala Maestra per adagiarla sui bassi fondali dell’insenatura, una manovra che ne avrebbe consentito successivamente il recupero. Il mercantile imbarcò acqua in modo rapido e cominciò a piegarsi su un fianco disseminando in acqua il suo carico di automobili, posizionate sul ponte superiore della nave. Il tentativo non ebbe successo e la nave affondò subito al largo di Cala Maestra, a poca distanza da Punta Pennello, adagiandosi sul fondale a 60 m di profondità con la prua in direzione della cala. Intorno al mercantile giacciono ancora i resti delle autovetture perdute nel naufragio che possono essere esplorate da sub esperti (il cosiddetto “parcheggio”).

Aereo da turismo – Cala dello Scoglio

Un piccolo aereo da turismo (un Cessna 172) si trova sul fondale di Cala dello Scoglio a 34 m di profondità. Il 20 maggio del 2000 il velivolo è precipitato in acqua dalla soprastante pista dell’aeroporto di Giannutri, non essendo riuscito a frenare in tempo la sua corsa durante un tentativo di atterraggio di emergenza a seguito di un’avaria. Cala dello Scoglio è collocata in un’area marina protetta di livello 1, zona sottoposta a divieto di attraversamento da parte di imbarcazioni di ogni tipo. Non è pertanto possibile fare immersioni in questo luogo.

Submit your review
1
2
3
4
5
Submit
     
Cancel

Create your own review

Average rating:  
 0 reviews
Back to Top