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Giannutri Artemis' Island

La flora di Giannutri

Come nel caso di Montecristo, l’assenza di insediamenti stabili sull’isola ha permesso di preservare la vegetazione originaria di Giannutri più che nelle altre isole dell’Arcipelago toscano, dove l’antropizzazione ha avuto un impatto dirompente sugli equilibri naturali. Fino agli anni ’50 del XX secolo nella parte centrale e settentrionale di Giannutri restava traccia di piccole zone coltivate, un relitto dell’impresa agricola del garibaldino Gualtiero Adami. Con la successiva trasformazione in senso turistico-balneare di Giannutri scomparve ogni traccia delle aree a seminativo mentre furono preservati i secolari alberi di ulivo piantati proprio dall’Adami in località Ischiaiola – Cala Maestra (si possono osservare passeggiando per i sentieri che costeggiano le ville in questa parte dell’isola); i pini presenti nei giardini delle abitazioni intorno a Cala Spalmatoio sono stati invece introdotti dai proprietari in tempi più recenti. A seguito della sparizione dei coltivi e della cessazione di ogni attività di abbattimento degli alberi per derivarne legname (formalmente impedita a seguito della costituzione del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano), un processo naturale di rimboschimento si è diffuso in tutta l’isola ad eccezione della sua parte più meridionale, maggiormente esposta ai venti provenienti dal mare aperto e perciò meno adatta allo sviluppo di una fitta boscaglia. In generale le fotografie degli inizi del XX secolo mostrano un’isola ben più brulla di quanto si può oggi osservare.

Un vero bosco di lecci (Quercus ilex) si ritrova solo sul versante settentrionale di Monte Mario, presumibilmente l’ultimo residuo di aree boschive più estese che caratterizzavano Giannutri prima che gli abbattimenti operati dall’uomo sin dall’antichità ne riducessero l’estensione a circa l’1% della superficie totale dell’isola; nel resto della parte centro-settentrionale di Giannutri a far da padrona è la boscaglia in cui dominante è la presenza del ginepro turbinato (Juniperus turbinata), specie arborea o arbustiva particolarmente adatta ai suoli rocciosi e al clima mediterraneo di Giannutri e caratterizzata da un gradevole odore resinoso; accanto ai ginepri è spesso possibile ritrovare piante di lentisco (Pistacia lentiscus), un arbusto dal piacevole aroma che produce bacche di un rosso vivido, oppure corbezzoli (Arbutus unedo), con bacche rosse di dimensioni maggiori del lentisco e simile delicato odore. Gli arbusti si fanno più comuni nella parte centro-meridionale di Giannutri dove producono meravigliosi effetti di accostamento cromatico: al candore arricchito da fiori di un giallo intenso della cineraria marittima (Senecio cineraria) si affiancano i bei fiori violacei dell’erica (Erica multiflora) e quelli gialli dell’elicriso dei litorali (Helichrysum litoreum o perpetuini) o dell’euforbia arborea (Euphorbia dendroides), che in estate perde le foglie e assume un affascinante aspetto scheletrico; diffusi sono anche il rosmarino (Rosmarinus officinalis), il mirto (Myrtus communis) ed il camedrio (Teucrium fruticans) dai fiori rosati. Tra le piante erbacee deve essere segnalato l’arisaro comune (Arisarum vulgare), dalle ampie foglie e con grande fiore nella forma di un tubo ripiegato a cappuccio.

Lungo le coste dell’isola la vegetazione si fa variegata, con presenza di specie sporadiche approdate sull’isola grazie ai semi trasportati dai venti o dagli uccelli; si notano interessanti rarità botaniche endemiche delle isole meridionali dell’Arcipelago toscano: tra le rocce che sovrastano il mare è facile ritrovare il Limonio di Sommier (Limonium sommierianum), pianta presente solo a Giannutri, al Giglio e a Montecristo che crea verdi cuscini di foglie lucide e lievemente ripiegate da cui fuoriescono lunghi rami verdi (è più frequente ritrovarli già secchi) con alle estremità piccoli fiori di colori chiari tendenti al violaceo.
Limonium sommierianum a Giannutri

Un problema recente che ha interessato la flora di Giannutri è l’introduzione da parte dei villeggianti di specie esotiche ed infestanti, prima fra tutte il fico degli Ottentotti (Carpobrotus acinaciformis ed edulis), prediletto per il magnifico fiore dai colori accesi (giallo o rosa le varietà più comuni). Queste piante hanno alterato l’equilibrio botanico di Giannutri cominciando a diffondersi rapidamente lungo il perimetro roccioso dell’isola a danno della vegetazione autoctona: per ovviare all’infestazione l’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano ha avviato negli ultimi anni una campagna di eradicazione dall’isola del fico degli Ottentotti e di altre specie aliene che sembra aver ottenuto i risultati attesi grazie all’uso di teli scuri, stesi nei luoghi infestati, che non permettono il passaggio dei raggi solari necessari alla sopravvivenza delle piante.

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